intro (bisogno di me)
luche
siamo angeli su piantagioni di papavero
ho imparato che il piu odiato
con un ventaglio di soldi
prendiamo in giro il freddo
offendi chi era un fratello
spogliami sono pronto al flagello
loro t'amano fin quando non realizzi i loro sogni
e oggi e stato abbracci ho indossato ingessato abbracci un amico
brindiamo a un sogno lontano
dimenticare le case assegnate in un assegno
la nostra storia insegna a spenderli senza ritegno
violenza scolpita in legno
la tocco e poi volo in cielo
e guardo un aquila negli occhi
ci siamo imposti in un'industria di impostori
il freddo delle proprie mani
spirito santo sul fuoco sacro
le tue urla sembrano mute