sono un fantasma
Singer:madman
ed ogni volta scrivo un testo denso
ed ogni volta che mi manifesto penso
che il mondo per il male ha sempre un cesto immenso ed io. preda della sorta piu che mortificato
rido e mi annido dietro al tuo specchio
prima ti derido e poi ti uccido
ed anche tu sarai uno spettro
vago senza mete con la sete di un drogato
la gente mi vede sul marciapiede e cambia lato
non sono chi crede nella fede incondizionato
io non avro un erede e nemmeno sono mai nato
tra chi dilania i vivi e poi sputa in faccia ai morti
tu cerchi tra gli archivi
io sto in fuga dai ricordi
tra chi imbavaglia i primi e chi rifiuta i secondi
per me non c'e piu cura e resto apatico
raccolgo la paura perche ho seminato il panico
vivo con contraddizione ferrea la disperazione eterna
sono in guerra con la merda e in mano ho solo un serramanico
essere un fantasma non fa vivere
perche mi dispero al sol pensiero che io non mi possa uccidere
tu vuoi essere amato ma il fatto di essere nato
resta l'unico peccato da cui non ti puoi redimere
preda della sorte piu che mortificato
rido e mi annido dietro al tuo specchio
prima ti derido e poi ti uccido
ed anche tu sarai uno spettro
nutro la mia testa fino a che non gronda sangue
con l'angoscia che l'ammoscia e poi la sfonda con le spranghe
vado a zonzo tra la folla
sono sbronzo un'altra volta
l'ultimo stupido e l'unico stronzo che affonda
mi guardo in obitorio dall'esterno
ogni bastardo nel mondo illusorio tra purgatorio ed inferno
ed il mio nome resta quello: fantasma dell'opera
e il mio cervello prima o poi mi uccide come un doberman
nessuno prende il volo tra chi affoga e chi si affanna
perche 'sta vita non e un dono
tra chi si agita e chi non si capacita
che ha solo pioggia acida e aveva chiesto la manna
e solo gente che mi compatisce
non ho una lapide e nessun parente in lacrime
che sparga le mie ceneri e poi se le tiri a strisce
preda della sorte piu che mortificato
rido e mi annido dietro al tuo specchio
prima ti derido e poi ti uccido
ed anche tu sarai uno spettro
erano gli angeli neri che si affacciavano sulla mia culla